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A narrow way to the heart

A narrow way to the heart
[Una sottile strada verso il cuore]

 

[Probabilmente, è stata la leggerezza con cui il Sauro posa la sua zampetta sulla narice dell’Essere Umano, e il garbo delicato con cui quest’ultimo doveva sostenere il suo piccolo corpo, a far si che riuscissi a generare quella che credo sia forse la mano più bella che sinora io abbia dipinto.

L’Essere Umano – cui volutamente non sono state attribuite caratteristiche sessuali specifiche, così come al Sauro è stata volutamente attribuita la lingua di un ramarro, più funzionale allo scopo intrinseco di questa rappresentazione – è in realtà consapevole che il sauro è probabilmente solo alla ricerca del sale depositatosi sulla pelle a causa della sudorazione, eppure prova ugualmente una sensazione gradevole, come se a farlo fosse un cucciolo riconoscente, invece che un essere appartenente ad una specie antica più dell’Uomo, muta, dalla pupilla imperscrutabile.]

 

“[…] Il ragazzo sputò un grumo asciutto e si sfregò la bocca col dorso della mano.

Una lucertola uscì da sotto una roccia e incurvando i piccoli gomiti
si piegò su quella poca bava schiumosa, la bevve fino a prosciugarla
e tornò alla roccia lasciandosi dietro sulla sabbia
una macchia evanescente che scomparve quasi subito. […]”

Cormac McCarthy, Meridiano di sangue

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