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A battaglia finita

Come scrive il Sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, in catalogo: “Se la forza della natura si impone sull’arte è poi compito dell’arte stessa inglobarne gli effetti, a volte anche devastanti come è successo a Bitti con l’alluvione del 28 novembre 2020, e renderli strumento di memoria e allo stesso tempo di ripartenza, luogo di riflessione e di presa di coraggio di un’intera comunità.

Le opere infangate degli artigiani di Terrapintada raccontano proprio questa esperienza, dove la manualità dell’uomo si fonde con la furia della natura. Dove le storie dei singoli si contaminano e l’arte trova terreno fertile per alimentare ragionamenti e proposte. Perché anche dalle situazioni più difficili possono nascere, in un processo articolato, positività e bellezza.

L’esposizione programmata nel capoluogo barbaricino avrà quindi un doppio compito: quello di raccontare ciò che è stato e quello di indicare una delle diverse vie della rinascita che i bittesi sono disposti a percorrere per riconquistare una condizione di normalità che gli spetta.”

La mostra “A battaglia finita” nasce dal desiderio di far conoscere quello che è oggi l‘archivio dei Terrapintada, senza snaturare ciò che è stato e i passaggi che le opere hanno affrontato e superato, in un racconto che vuole allontanarsi dall’emotività dell’evento catastrofico, per sottolineare invece, come, attraverso l’arte, a battaglia finita, la creatività abbia vinto sul fango e sulla rassegnazione e anzi, proprio attraverso il fango e i detriti rinasce ancora più entusiasta e pulita.

La selezione di trenta opere, descrive sia la storia dei Terrapintada, sia le collaborazioni che negli ultimi 25 anni hanno portato avanti con artisti e designer, come Antonello Cuccu, Gianfranco Pintus, Alessio Tasca e Lee Babel.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo con i testi di Chiara Manca e Concettina Ghisu, con fotografie di Nelly Dietzel, su progetto grafico di Sara Manca.